Amministratore di Condominio

L’Amministratore di Condominio è quella figura professionale riconosciuta dal Codice Civile italiano all’art. 1129 che si occupa della corretta gestione di un condominio che preveda otto o più condomini o nuclei familiari. Viene nominato dall’assemblea condominiale per rappresentarli; l’assemblea quindi ha la responsabilità sia della nomina che della revoca.

Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti che deve avere l’amministratore di condominio e quale percorso professionale bisogna affrontare per poter ricoprire questo ruolo.

Come diventare amministratore condominiale?

Per ricoprire questo delicato ruolo bisogna svolgere un corso di formazione apposito – e i successivi corsi di aggiornamento – regolati dall’ente ufficiale A.N.A.I.P. (Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti). Questi corsi permettono di acquisire tutte le competenze necessarie per una gestione ottimale del condominio.

Alla fine del corso di formazione, è obbligatorio sostenere un esame finale, il cui superamento è necessario per conseguire l’attestato per diventare amministratore condominiale e potersi iscrivere all’A.N.A.I.P. (iscrizione non obbligatoria ma fortemente consigliata).

Requisiti per fare l’amministratore di condominio

Per poter ricoprire questo ruolo così complesso e delicato, è necessario possedere dei requisiti fondamentali:

  • Pieno godimento dei diritti civili
  • Assenza di interdizione o inabilità
  • Assenza di condanne per delitti contro la pubblica amministrazione
  • Assenza di misure di prevenzione
  • Mancanza di “protesti cambiari
  • Diploma di scuola secondaria di secondo grado

Quali sono i compiti dell’amministratore di condominio?

Vediamo adesso quali sono le responsabilità dell’amministratore di condominio:

  • Gestione dello stabile limitatamente alle parti comuni
  • Vigilanza riguardante la manutenzione e integrità
  • Erogazione di ogni spesa necessaria al fine del mantenimento dei servizi comuni
  • Osservanza obbligatoria delle norme stabilite dal regolamento di condominio
  • Riscossione delle somme dovute dai singoli condomini
  • Redazione del bilancio con annessa documentazione di ogni uscita ed entrata nella cassa condominiale
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Cambio dell’amministratore di condominio

La durata della carica dell’amministrazione di condominio è di un anno e si intende rinnovato per la stessa durata; l’assemblea però può decidere per una revoca dell’amministratore di condominio e per un cambio di questa figura in condizioni particolari.

Nello specifico, è probabile che vi siano divergenze nella gestione del condominio oppure la manifesta inadeguatezza di chi ricopre questo ruolo, ad esempio nella gestione della contabilità o per gravi inadempienze.

Ti consigliamo l’approfondimento sul portale amministratore.roma.it su come cambiare amministratore: ci troverai tutte le informazioni necessarie.

Per la nomina del nuovo amministratore di condominio, si procede alla votazione in assemblea condominiale che deve raggiungere almeno la maggioranza dei 500 millesimi di proprietà (ossia la metà).

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